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Genesi



Vorrei un figlio da te che sia una spada
lucente, come un grido di alta grazia,
che sia pietra, che sia novello Adamo,
lievito del mio sangue e che risolva
più quietamente questa nostra sete.
Ah, se t'amo, lo grido ad ogni vento
gemmando fiori da ogni stanco ramo
e fiorita son tutta e d'ogni velo
vo scerpando il mio lutto
perché genesi sei della mia carne.
Ma il mio cuore, trafitto dall'amore
ha desiderio di mondarsi vivo.
E perciò dammi un figlio delicato,
un bellissimo, vergine viticcio
da allacciare al mio tronco, e tu, possente
olmo, tu padre ricco d'ogni forza pura
mieterai liete ombre alle mie luci.
(Alda Merini)

Ode al suo aroma



Mia soave, di cosa odori?
Di che frutto?
Di che stella? Di che foglia?

Presso
il tuo piccolo orecchio
o sulla tua fronte
mi chino,
ficco
il naso tra i capelli
e il sorriso,
cerco di riconoscere
la stirpe del tuo aroma:
è soave, ma
non è fiore, non è coltellata
di penetrante garofano
o impetuoso aroma
di violenti
gelsomini,
è qualcosa, è terra,
è
aria,
mele o legnami,
odore
di luce sulla pelle,
aroma
della foglia
dell’albero
della vita


con polvere
di strade
e freschezza
d’ombra mattutina
alle radici,
odor di pietre, di fiume,
ma
più simile
a una pèsca,
al tepore
del palpito segreto
del sangue,
odore di casa pura
e di cascata,
fragranza
di colomba
e capelli,
aroma
della mia mano
che perlustrò la luna
del tuo corpo,
le stelle
della tua pelle stellata,
l’oro,
il grano,
il pane del tuo contatto,
e lì,
per tutta la lunghezza
della tua luce furiosa,
sulla tua circonferenza d’anfora,
sul calice,
sugli occhi del tuo seno,
fra le tue ampie palpebre
e la tua bocca di schiuma,
su tutto
lasciò,
la mia mano lasciò
odor d’inchiostro e selva,
sangue e frutti perduti,
fragranza
di obliati pianeti,
di puri
fogli vegetali,

il mio stesso corpo
sommerso
nella freschezza del tuo amore, amata,
come in una sorgente
o nel suono
di un campanile
lassù
tra l’odore del cielo
e il volo
degli ultimi uccelli,
amore,
odore,
parola
della tua pelle, dell’idioma
della notte nella tua notte,
del giorno nel tuo sguardo.
Dal tuo cuore
sale
il tuo aroma
come dalla terra
la luce fino alla cima del ciliegio:
sulla tua pelle io fermo
il tuo palpito
e odoro
l’onda di luce che ascende,
la frutta sommersa
nella sua fragranza,
la notte che respiri,
il sangue che esplora
la tua bellezza
fino a giungere al bacio
che mi attende
nella tua bocca.

(Pablo Neruda) 

Non m'interessa sapere



"Non mi interessa sapere qual è il tuo mestiere... 

Voglio sapere per che cosa si strugge il tuo cuore
e se hai il coraggio di sognare l'incontro con ciò che esso desidera. 

Non mi interessa sapere quanti anni tu abbia... 
Mi interessa sapere se correrai il rischio di fare il pazzo per il tuo sogno,
per l'avventura di essere vivo. 

Non mi interessa sapere quali pianeti quadrano con la tua luna... 
Voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore, se le difficoltà
della vita ti hanno portato ad aprirti oppure ... a chiuderti in te stesso
nel timore di soffrire ancora! ... 
Voglio sapere se sei capace di stare nel dolore, senza far nulla per nasconderlo,
o per allontanarlo, o cristallizzarlo. 
Voglio sapere se sei capace di stare nella gioia, tua o mia, se puoi scatenarti 
nella danza e lasciare che l'estasi ti invada fino alla punta delle dita 
dei piedi o delle mani, senza esortarci ad essere prudenti o realistici,
o consapevoli dei limiti umani. 

Non mi interessa sapere se la storia che mi racconti è vera... 
Voglio sapere se sei capace di deludere un altro per restare fedele a te 
stesso, e di non tradire mai la tua anima , a costo di lasciare che gli 
altri ti chiamino traditore. 
Voglio sapere se puoi essere di parola, e quindi degno di fiducia. 
Voglio sapere se sei capace di trovare la bellezza anche nei giorni in cui 
il sole non splende, 


e se puoi dare inizio alla tua vita sulle sponde di 
un lago, gridando "sì" al bagliore d'argento della luna piena. 

Non mi interessa sapere dove vivi, né quanto denaro possiedi... 
Voglio sapere se dopo una notte disperata di pianto sei capace di alzarti,
così come sei, sfinito e con l'anima ricoperta di lividi, per metterti a 
fare quello che c'è da fare per i bambini. 

Non mi interessa sapere chi conosci, nè come ti trovi qui... 
Voglio sapere se starai in piedi al centro del fuoco, senza tirarti indietro.


Non mi interessa sapere che cosa hai studiato, né con chi e neppure dove...

Voglio sapere che cosa ti sostiene da dentro quando tutto il resto viene 
a mancare. 
Voglio sapere se puoi stare da solo con te stesso, 
e se la tua compagnia 
ti piace veramente, nei momenti di vuoto" 
(Oriah Mountain Dreamer)

Dai sospiri



Dai sospiri nasce qualcosa,
Ma non dolore, questo l’ho annientato
Prima dell’agonia; lo spirito cresce,
Scorda, e piange;
Nasce un nonnulla che, gustato, è buono;
Non tutto poteva deludere;
C’è, grazie a Dio, qualche certezza:
Che non è amore se non si ama bene,
E questo è vero dopo perpetua sconfitta.

Dopo siffatta lotta, come il più debole sa,
C’è di più che il morire;
Lascia i grandi dolori o tampona la piaga,
Ancora a lungo egli dovrà soffrire,
E non per il rimpianto di lasciare una donna in attesa
Del suo soldato sporco di parole
Che spargono un sangue così acre.

Se ciò bastasse, se ciò bastasse a dar sollievo al male,
Il provare rimpianto quando quello è perduto
Che mi rendeva felice nel sole,
Quanto felice il tempo che durava,
Se ambiguità bastassero e abbondanza di dolci menzogne,
Potrebbero le vacue parole sostenere tutta la sofferenza
E guarirmi dai mali.

Se ciò bastasse, osso, tendine, sangue,
Il cervello attorcigliato, i lombi ben fatti,
Cercando a tastoni la materia sotto la ciotola del cane,
L’uomo potrebbe guarire dal cimurro.
Ché tutto quello che va dato, io l’offro:
Briciole, stalla, e cavezza.

Dylan Thomas 

Qui ti amo.




Negli oscuri pini si districa il vento. 
Brilla la luna sulle acque erranti. 
Trascorrono giorni uguali che s'inseguono. 

La nebbia si scioglie in figure danzanti. 
Un gabbiano d'argento si stacca dal tramonto. 
A volte una vela. Alte, alte stelle. 

O la croce nera di una nave. 
Solo. 
A volte albeggio, ed è umida persino la mia anima. 
Suona, risuona il mare lontano. 
Questo è un porto. 
Qui ti amo. 

Qui ti amo e invano l'orizzonte ti nasconde. 
Ti sto amando anche tra queste fredde cose. 
A volte i miei baci vanno su quelle navi gravi, 
che corrono per il mare verso dove non giungono. 
Mi vedo già dimenticato come queste vecchie àncore. 
I moli sono più tristi quando attracca la sera. 
La mia vita s'affatica invano affamata. 
Amo ciò che non ho. Tu sei così distante. 
La mia noia combatte con i lenti crepuscoli. 
Ma la notte giunge e incomincia a cantarrni. 
La luna fa girare la sua pellicola di sogno. 

Le stelle più grandi mi guardano con i tuoi occhi. 
E poiché io ti amo, i pini nel vento 
vogliono cantare il tuo nome 
con le loro foglie di filo metallico.
(Pablo Neruda)

La solitudine



La solitudine

 

io vengo da un altro mondo, da un altro quartiere, da un'altra solitudine.

Oggi come oggi, mi creo delle scorciatoie. Io non sono più dei vostri.

Aspetto dei mutanti; Biologicamente me la cavo con l'idea che

mi sono fatto della biologia: piscio; eiaculo; piango. Innanzi tutto

noi dobbiamo lavorare le nostre idee come se fossero

dei manufatti.

Io sono pronto a procurarvi gli stampi. Ma...

 

la solitudine...

 

Innanzi tutto le lavanderie automatiche, agli angoli delle strade, sono imperturbabili così come il rosso o il verde dei semafori. I poliziotti del detersivo vi indicheranno dove vi sarà possibile lavare ciò che voi credete sia la vostra coscienza e che non è altro che una succursale di quel fascio di nervi che vi serve da cervello. E pertanto...

 

La solitudine...

 

La disperazione è una forma superiore di critica. Per ora, noi la chiameremo "felicità", perché le parole che voi adoperate non sono più "parole", ma una specie di condotto attraverso il quale gli analfabeti hanno la coscienza a posto. Ma...

 

la solitudine...

 

Del Codice Civile ne parleremo più tardi. Per ora, io vorrei

codificare l'incodificale. Io vorrei misurare il pozzo di

San Patrizio delle vostre democrazie.

Vorrei immergermi nel

vuoto assoluto e divenire il non detto, il non avvenuto, il non vergine per mancanza di lucidità. La lucidità me la tengo

nelle mutande.

Una volta ti dissi



Una volta ti dissi:
non arrabbiarti, amore,
s’io sono diversa.
Forse sono una colonna di fumo,
ma la legna che sotto di me arde
è la legna dorata dei boschi,
e tu non hai voluto ascoltarmi.
Guardavi la mia pelle candida
con l’incredulità di un sacerdote,
e volevi affondarvi il coltello
e così la tua vittima è morta
sotto il peso della tua stoltezza,
o malaccorto amore.
Prendevo in giro l’ebrietà della forma
e sapevo che ero di lutto,
eppure il lutto mi doleva dentro
con la dolcezza di uno sparviero.
Quante volte fui scoperta e mangiata,
quante volte servii di pasto agli empi;
e anche tu adesso sei empio,
o mio corollario di amore.
Dov’è la tua religione
per la mia povera croce?
Alda Merini 

Schiava mia - Neruda


Schiava mia, temimi. Amami. Schiava mia!
Sono con te il tramonto più ampio del cielo,
e in esso la mia anima spunta come una stella fredda
Quando da te si allontana i miei passi tornano a me.
La mia stessa frustata cade sulla mia vita
Sei ciò ch'è dentro di me ed è lontano
Fuggendo come un coro di nebbie inseguite.
Vicino a me, ma dove? Lontano, ciò ch'è lontano
e ciò che essendo lontano cammina sotto i miei piedi
L'eco della voce oltre il silenzio
E ciò che nella mia anima cresce come il muschio sulle rovine.
Pablo Neruda

La foglia - Umberto Saba



Io sono come quella foglia - guarda -
sul nudo ramo, che un prodigio ancora
tiene attaccata.

Negami dunque. Non ne sia rattristata
la bella età che a un'ansia ti colora,
e per me a slanci infantili s'attarda.

Dimmi tu addio, se a me dirlo non riesce.
Morire è nulla; perderti è difficile.

Chi sono? - A. Palazzeschi

Non posso dire che Palazzeschi sia uno di quelli che mi fanno tremare l'anima... ma questa... parla di me....




Chi sono?
Son forse un poeta?
No certo.
Non scrive che una parola, ben strana,
la penna dell'anima mia:
follia.
Son dunque un pittore?
Neanche.
Non ha che un colore
la tavolozza dell'anima mia:
malinconia.
Un musico allora?
Nemmeno.
Non c'è che una nota
nella tastiera dell'anima mia:
nostalgia.
Son dunque...che cosa?
Io metto una lente
dinanzi al mio cuore
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
Il saltimbanco dell'anima mia.

Cesare Pavese

Impression, soleil levant - Claude Monet


In the morning you always come back


Lo spiraglio dell'alba 
respira con la tua bocca 
in fondo alle vie vuote. 
Luce grigia i tuoi occhi, 
dolci gocce dell'alba 
sulle colline scure. 
Il tuo passo e il tuo fiato 
come il vento dell'alba 
sommergono le case. 
La città rabbrividisce, 
odorano le pietre - 
sei la vita, il risveglio. 
Stella sperduta 
nella luce dell'alba,
cigolio della brezza, 
tepore, respiro - 
è finita la notte. 
Sei la luce e il mattino.

Bella - Pablo Neruda


Mi hai rimproverata ieri di non saperti dire come i miei occhi ti vedono bella... te lo dice Neruda al posto mio. 




"Bella, 
come nella pietra fresca 
della sorgente, l'acqua 
apre un ampio lampo di spuma, 
cosí è il sorriso del tuo volto, 
bella. 
Bella, 
dalle fini mani e dagli esili piedi 
come un cavallino d'argento, 
che cammina, fiore del mondo, 
così ti vedo, 
bella. 
Bella, 
con un nido di rame intricato 
sulla testa, un nido 
color di miele cupo 
dove il mio cuore arde e riposa, 
bella. 
Bella, 
gli occhi non ti stanno nel volto, 
non ti stanno nella terra. 
Vi son paesi, vi son fiumi 
nei tuoi occhi, 
la mia patria sta nei tuoi occhi, 
io cammino in mezzo ad essi, 
essi danno luce al mondo dove io cammino, 
bella. 
Bella, 
i tuoi seni sono come due pani fatti 
di terra cereale e luna d'oro, 
bella. 
Bella, 
la tua cintura il mio braccio l'ha fatta
 come un fiume quando 
è passato mill'anni per il tuo dolce corpo, 
bella. 
Bella, 
non v'è nulla come i tuoi fianchi; 
forse la terra possiede 
in qualche luogo occulto 
la curva e l'aroma del tuo corpo, 
forse in qualche luogo, 
bella. 
Bella, mia bella, 
la tua voce, la tua pelle, le tue unghie, 
bella, mia bella, 
il tuo essere, la tua luce, la tua ombra, 
bella, tutto è mio, bella, 
tutto è mio, mia, 
quando cammini o riposi, 
quando canti o dormi, 
quando soffri o sogni, 
sempre, 
quando sei vicina o lontana, 
sempre, 
sei mia, mia bella, 
sempre."

LA VOCE A TE DOVUTA



Tu non le puoi vedere;

io, posso.
Terse, rotonde, tiepide.
Lentamente
vanno al loro destino;
lentamente per indugiare
piu' a lungo sulla tua carne.
Vanno verso il nulla; non sono
che questo, il loro scorrere.
E una traccia, verticale,
che si cancella subito.
Astri?
Tu
Non le puoi baciare.
Le bacio io per te.
Hanno un sapore; sanno
dei succhi del mondo.
Che gusto nero e denso
di terra, di sole, di mare!
Restano un istante
nel bacio, indecise
fra la tua carne fredda
e le mie labbra; infine
io le prendo. E non so
se erano davvero per me.
Perche' io non so nulla.
Sono stelle, o segni,
sono condanne o aurore?
Ne' guardando ne' coi baci
Ho imparato che cos'erano.
Cio' che voglio resta
la' indietro, tutto ignoto.
E cosi' pure il loro nome.
(Se le chiamassi lacrime
Nessuno capirebbe). 

Pedro Salinas

La fontana di sangue - Charles Baudelaire



Mi pare, a volte, che il mio sangue fiotti come una fontana dai ritmici singhiozzi. Lo sento colare con un lungo murmure, ma mi tasto invano in cerca d'una ferita.Fluisce attraverso la città come per un campo recintato e trasforma i selciati in isolotti, cava la sete a ogni creatura, tinge la natura in rosso.
Spesso al vino capzioso ho chiesto di addormire per un giorno il terrore che m'assilla; ma il vino rende l'occhio più acuto e l'orecchio più fino.
Ho cercato nell'amore il sonno dell'oblio; ma l'amore, per me, non è che un materasso d'aghi fatto per procurare da bere a crudeli puttane.