In fondo nessuno di noi può dire di non averne sprecata mai, ma se tornassi indietro dovrei rifare tutto esattamente com'è stato, anche le cose che ad oggi vorrei non aver fatto mai. Perchè è tutto quell'indietro che mi ha portata qui e mi ha portato te. Ed è in tutto quel tempo e quella strada che ho avuto tempo e passi per parlare con me stessa e innamorarmi di me. Per potermi innamorare, un giorno, di te.
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Canzone per Alda Merini
Io non scrivo più niente, mi legano i polsi,
ora l'unico tempo è nel tempo che colsi:
qui dentro il dolore è un ospite usuale,
ma l'amore che manca è l'amore che fa male.
Ogni uomo della vita mia
era il verso di una poesia
perduto, straziato, raccolto, abbracciato;
ogni amore della vita mia
ogni amore della vita mia
è cielo è voragine,
è terra che mangio
per vivere ancora
ora l'unico tempo è nel tempo che colsi:
qui dentro il dolore è un ospite usuale,
ma l'amore che manca è l'amore che fa male.
Ogni uomo della vita mia
era il verso di una poesia
perduto, straziato, raccolto, abbracciato;
ogni amore della vita mia
ogni amore della vita mia
è cielo è voragine,
è terra che mangio
per vivere ancora
Il mio piccolo genio
Ha gli occhi nella notte
che non guardano niente:
può sembrare a tutti
un deficiente;
ma io che lo conosco
e che so leggergli dentro...
oh, se sapeste come sta soffrendo!
il tempo gli rimbalza addosso
come una palla,
per gli amori persi
lui ci sballa!
E piange mentre scrive
e scrive che sta piangendo:
mio dio, ma che mestiere tremendo!
Genio al lavoro, genio al lavoro,
il mio piccolo genio al lavoro...
Genio al lavoro, genio al lavoro,
il mio piccolo genio al lavoro...
Il mio piccolo genio
ha una piccola stella,
tu gli parli, lui ti guarda,
ma non c'è che quella;
non sa mai cosa mangia,
non sa cosa beve,
ha due occhi stretti come
pisci nella neve
quando è al lavoro,
quando è al lavoro,
il mio piccolo genio al lavoro
genio al lavoro, genio al lavoro,
il mio piccolo genio al lavoro.
Lui gioca co trenino
della letteratura,
lui non scrive mica
spazzatura!
I suoi dolori sono
i soli drammi del mondo:
gode... com'è profondo!
Guardatelo, sognatelo,
ma non toccatelo;
e per amor del cielo
non disturbatelo!
e non vi venga in mente
di parlargli dei figli, della moglie
o di altri vuoti dettagli!
Genio al lavoro, genio al lavoro,
il mio piccolo genio al lavoro...
non disturbate il lavoro,
il capolavoro
del mio piccolo genio al lavoro!
Il mio piccolo genio
ha una piccola luna,
tu gli pali, lui ti guarda,
ma non sei nessuna;
la tua voce è un fastidioso
inutile rumore
proprio mentre sta scrivendo
una canzone d'amore...
genio al lavoro, genio al lavoro,
il mio piccolo genio al lavoro...
genio al lavoro,
genio al lavoro,
il mio piccolo genio al lavoro!
ad libitum...
Vorrei essere tua madre
Avrei voluto immortalare in una foto quell'immagine meravigliosa, avrei voluto scrivere una poesia. Ci ho anche provato, poi mi sono accorta che non era possibile. Ci sono cose che sono purezza assoluta e non si possono sporcare con le parole, bisogna semplicemente viverle. Egoisticamente ho sentito il bisogno impulsivo di metterla da parte, di renderla visibile anche ai miei occhi, perchè fra tanti anni quando spulceremo fra i ricordi, ho pensato che mi piacerebbe ricordarmi anche di questo. Di una donna incantata a guardare un arcobaleno. E del tuo amore infinito. Che mi ha sempre commossa profondamente. Nessuna foto, nessuna poesia. Ti dedico questa canzone, vorrei che il nostro amore assomigliasse un po' al vostro. La stessa purezza, la stessa semplicità, lo stesso infinito.
I poeti e l'amore; Stranamore
I poeti e l’amore
Sarebbe facile
per un poeta
descrivere
la meraviglia
dei tuoi occhi
o il tocco leggero
delle tue labbra
sulle mie.
E' così facile per i poeti
parlar d'amore
senza aver amato.
Ma qui ci sono solo io
e l'amore no,
non è poesia.
Amo quei tuoi silenzi
che mi consumano
l'anima e il cuore
Amo la tua assenza
ed il tuo nome
che, a pronunciarlo,
si trasforma in dolore
Amo i tuoi "niente"
i tuoi "vabbè"
i tuoi "non so"
Amo tutte le donne che hai amato
Ti amo in piedi,
di corsa,
sull'erba,
distesa sul letto
Ti amo,
quando ti odio,
per un poeta
descrivere
la meraviglia
dei tuoi occhi
o il tocco leggero
delle tue labbra
sulle mie.
E' così facile per i poeti
parlar d'amore
senza aver amato.
Ma qui ci sono solo io
e l'amore no,
non è poesia.
Amo quei tuoi silenzi
che mi consumano
l'anima e il cuore
Amo la tua assenza
ed il tuo nome
che, a pronunciarlo,
si trasforma in dolore
Amo i tuoi "niente"
i tuoi "vabbè"
i tuoi "non so"
Amo tutte le donne che hai amato
Ti amo in piedi,
di corsa,
sull'erba,
distesa sul letto
Ti amo,
quando ti odio,
ubriaco, assente, inatteso
Cosa ne sanno
dell'amore i poeti?
La nostra vita no,
non è poesia
e tu che mi sorridi,
dopo tutto,
è questo, amore...
Sindaco delle Scimmie 2009
...ma pure questo è amore...
Mi sa tanto che Rita ha ragione, uno che vuole deprimersi viene sul mio blog, legge qualche post, si taglia le vene ed è felice... E quando le cose vanno bene scrivo poco... sì hai ragione scimmia.
Oggi credo che scrivere sia un obbligo nei confronti di me stessa, io non sono capace di tenermi le cose dentro, starei molto meglio se potessi dirle, se potessi parlarne. Così scrivere resta l'unico appiglio alla sanità di mente, svuotarsi un po' per non impazzire del tutto. Essere tristi non significa non essere tranquilli, questa settimana è passata in fretta, è stata brutta, ma la tranquillità non l'ho mai persa.
Devo trovarmi altre cose da fare. Sì hai ragione. Sono così stanca di pensare che non mi vengono più nemmeno le parole da scrivere e non è una bella sensazione, voler esternare e trovarsi davanti a questo grande bianco inutile che ti rifiuta. E distruggersi con Baglioni alle 9 di mattina è quasi il massimo.... Ma oggi ... oggi perdo il filo del discorso e i fili della ragione.... Mi basta Pessoa, un pacchetto di sigarette e sto a posto. Non ho bisogno d'altro. Anche perchè, se pure ne avessi bisogno, non lo troverei. Credo che sia ora di rifare il caffè, di asciugarsi le lacrime e di muovere il culo, domenica è domani e non posso prenderla così anche oggi. Sì, è colpa di come sono andata a dormire, litigando, con un mezzo saluto, così mi sono svegliata con quelle sensazioni ancora addosso. Vedersi perdere le cose fa più male che superare di perderle.
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