Ah chi mi conosce lo sa bene, io ho sempre detestato la domenica! Ma oggi, per inaugurare la mia Pagina Facebook voglio strappare un sorriso a me stessa con una canzone che mi frulla in testa da questa mattina. Che sia una domenica simpatica?
E se dovesse venirvi voglia di riascoltarle tutte, c'è sempre il CD
1.Domenica Lunatica 2.Ormai è Tardi 3....Muoviti! 4.Vivere Senza Te 5.Tango... (Della Gelosia) 6.Liberi... Liberi 7.Dillo Alla Luna 8.'Stasera'
E' molto facile amare le cose belle. Rimanere incantati davanti ai colori sgargianti di un fiore, le linee perfette di un dipinto, la maestosità di un edificio, la profondità di un paio d'occhi. La Bellezza si offre a chiunque. A qualunque sguardo. E' che non ti puoi limitare ad amare solo la buccia delle cose, nè ad amarle tutte. Nel più profondo del cuore ci puoi mettere solo un fiore, solo un paio d'occhi. Solo una città, solo una donna. E a volte sono due posti e due amori che si rassomigliano molto.
Stanotte ho rivisto la mia città. Il cuore della mia città. E ancora una volta ho imparato che l'amore è questo. Questo che sento. Perchè amare le cose belle è molto facile, o amarne solo la buccia. Ma dietro le bucce ci sono le cose vere. E le cose vere non sempre sono belle. Ma per amarle davvero ci devi entrare, devi imparare a conoscerle e se, dopo averle conosciute, quelle cose ti piacciono ancora, allora le ami davvero. Perchè anche nel palazzo più bello, dentro c'è un muro dove attecchisce la muffa, una stanza dove d'inverno fa troppo freddo e d'estate troppo caldo, un ricordo che ti fa troppo male, un calorifero che non funziona. E anche nella città più bella ci sono posti dove da sola non andresti mai, specialmente di notte, i parcheggi che mancano, il negozio con la commessa maleducata ma che è più vicino a casa e tu non hai tempo e devi andarci comunque, ci sono stagioni che sembrano non finire mai e anni in cui ti senti stretto ovunque. Perchè ti crescono le spalle e quella città ti sembra un abito da dismettere, che non ti sta più bene e che non intendi portare addosso per tutta la vita. Perchè ne vuoi uno più bello, più comodo, senza rattoppi. E magari un giorno te lo togli di dosso davvero.
Non ci sono nemmeno nata io in questa città. Ma ti succede di amare una cosa così, senza sceglierla. E quella che ho rivisto stanotte è quella che amo, quella buia, quella dove non andresti di notte da sola. E ho pianto. Perchè la amo nonostante questo. E questo amore lo conosco bene, questo andare negli angoli un po' scuri delle cose, sdraiarsi sulle ombre, innamorarsene.
Il mondo idolatra le bucce.
Io amo. E ti amo. Oltre il verde dei tuoi occhi, amo quello che hanno visto. E la tua anima, come la mia città, con quelle strade dove non vorresti mai andare, e i rattoppi, e una stanza dove d'inverno fa troppo freddo e d'estate troppo caldo e qualche ricordo che fa troppo male. E' un po' questo. Appena sveglia, in pigiama, coi capelli spettinati e gli occhi ammaccati. E tu la ami e pensi che non ci sia niente di più bello da guardare che lei in quel momento. E lo pensi davvero.
E statte zitta che ne sai tu de quello che sento c'ho na fitta ma nun me lamento, nun me lamento Amore un corno i panni s'asciugano soli e sto freddo non viene da fori io ce l'ho dentro
Me ne andrò su una barca de fiori Me ne andrò però nun me lamento
Solo me chiedo perchè sto così bene co te Io che non ho paura nella notte scura A fa risse, guerre, scommesse mille schifezze Tremo tremo forte fra le tue carezze Tremo tremo forte fra le tue carezze
E statte zitta che ne sai tu de quello che ho visto Eri bella in un altro posto e non insisto Amore in fondo la vita mia è una bottiglia che se scola e non me serve fra le lenzuola chi me consola
Me ne andrò su una barca che vola Me ne andrò ma non resterai sola
Solo me chiedo perchè sto così bene co te Io che non ho paura nella notte scura A fa risse, guerre, scommesse mille schifezze Tremo tremo forte fra le tue carezze Tremo tremo forte fra le tue carezze
Me ne andrò su una barca d'argento Me ne andrò su una barca che vola Me ne andrò ma non resterai sola
Sthanotti, primma di cuschatti, acciaraddi a lu baschoni, abbaidda la luna e pensa a me, e in mezzu a tutti chissi isthelli, abbaidda chissa più manna...chissa più bedda soggu eu... soggu eu chi soggu ridendi, ma ti veggu pignendi.
"Drommi... drommi, chi isthanotti vengu ni li sogni doi, drommi... drommi... drommi, chistha notti coschaddi in biancu chi zi cuiubemmu drentu a un sognu".
Tu non pignì pai me chi intantu eu isthoggu bè, inogghi è un incantu,e basjammi a mamma e a babbu, non rimanì in casa, devi iscì , lu cori devi abrì a un alsthru amori, eu ti soggu abbaiddendi, ma ti veggu pignendi.
"Drommi... drommi, chi isthanotti vengu ni li sogni doi, drommi... drommi... drommi, chistha notti coschaddi in biancu chi zi cuiubemmu drentu a un sognu".
"Drommi... drommi, chi isthanotti vengu ni li sogni doi, drommi... drommi... drommi, chistha notti coschaddi in biancu chi zi cuiubemmu drentu a un sognu".
In fondo nessuno di noi può dire di non averne sprecata mai, ma se tornassi indietro dovrei rifare tutto esattamente com'è stato, anche le cose che ad oggi vorrei non aver fatto mai. Perchè è tutto quell'indietro che mi ha portata qui e mi ha portato te. Ed è in tutto quel tempo e quella strada che ho avuto tempo e passi per parlare con me stessa e innamorarmi di me. Per potermi innamorare, un giorno, di te.