Mi trovo da queste parti da due mesi pieni ormai. E tre volte al giorno porto il cane a fare i suoi bisognini in un pezzo di terra, deserto e abbandonato, qui vicino, adiacente all'impianto del depuratore di Torvaianica. All'inizio ero spaesatissima, ma visto che tutti andavano lì, mi sono avventurata anche io con il mio Tiger. Una cosa, quando arrivi, ti lascia un po' spiazzato; dopo aver percorso i primi 40 metri circa, a sinistra inizia un sentiero di sabbia, circondato dalla vegetazione tipica della macchia mediterranea. Proprio all'imbocco di questo viale si erge un cartello che indica la zona come "santuario di Sol Indiges". La prima domanda, un occhio al cartello, l'altro al paesaggio circostante, è stata "ma ndo' cazzo sta sto santuario?" In due mesi ho esplorato la zona in lungo e in largo, addentrandomi anche nel folto della macchia, non senza paura. Perchè sono visibili le tracce di molti animali selvatici, come istrici, cinghiali, moltissimi conigli selvatici, meravigliose ghiandaie e gazze ladre e chi più ne ha più ne metta. Abbonda anche lo scarabeo stercorario, ma questo, per chi non ama gli insetti, può essere un dettaglio superfluo. Ma riprendiamo il filo del discorso, il santuario. Settimana dopo settimana, mi sono rassegnata all'idea che fosse stato inghiottito dalla sabbia, dagli sterpi e dalla merda dei cani. Eppure, entrando in paese, ci sono anche i cartelli con le indicazioni turistiche! Non è possibile, deve esistere! Ed ecco che, quando si dice le coincidenze, un paio di giorni fa eccoti un avventuriero in mountain bike che chiede informazioni sul santuario ad una signora che stava lì col cane. La signora in questione, gentilissima e sicuramente molto più informata di me, ha indicato all'avventuriero in mountain bike una zona oltre una fitta vegetazione. Ieri, con spirito coraggioso e pieno di curiosità, mi sono spinta otre al percorso che faccio abitualmente in cerca di questo tempio. E l'ho trovato!
Orbene, questo è il santuario di Sol Indiges secondo il comune di Pomezia
Avrei potuto benissimo staccare qualche pezzo dall'opus reticulatum e portarmelo a casa come souvenir, cosa che ovviamente non ho fatto. Me ne sono andata, pensando che "vabbè, a Roma ovunque scavi viene fuori qualcosa, probabilmente sarà una cosa di poca importanza, la solita villa con tempio di cui non gliene frega un cazzo a nessuno" (e questo NON riassume il mio pensiero).
Poi torno a casa e mi documento, chiedo a google, chiedo a wikipedia e i miei occhi restano sempre più spalancati, man mano che leggo.













